Società del Quartetto

 

STAGIONE 2016


Domenica 13 marzo, ore 17,30

Ridotto del Teatro Civico

Max Gallo Quartet featuring

Scott Hamilton, sassofono

Max Gallo, chitarra

Davide Calvi, pianoforte

Giorgio Allara, contrabbasso

Claudio Saveriano, batteria

 

Scott Hamilton da molti anni calca i migliori palcoscenici in tutto il mondo, come leader del suo quartetto oppure a fianco di altri mostri sacri del jazz. Il suo stile include il lirismo di Ben Webster e la passionalità di John Coltrane. Scott Hamilton è l’interprete di una musica straordinariamente elegante, basata su un impeccabile fraseggio ed un sound affascinante, quello che giá negli anni settanta, quando la diffusa tendenza era quella di sondare alternative sonore particolarmente aggressive, lo impose per la dolcezza del suo sassofono e l’immaginazione creativa. Nato a Providence, Rhode Island, nel 1954, iniziò presto ad incidere albums per la Concord Records e fu oggetto di autentica sorpresa ed eccitazione tra i devoti di questo stile e nell’intero panorama musicale. Scott si è messo in evidenza suonando in una varietà di contesti, dal piccolo gruppo all’orchestra d’archi. Ha pubblicato a suo nome più di trenta album, il più recente è “Round Midnight” in compagnia di una altro straordinario sassofonista classico: Harry Allen.

 

 

Venerdì 18 marzo, ore 21

Museo Borgogna

ANTIQUA Vercelli

Concerti per soli e orchestra

Accademia del Ricercare

 

Antonio Vivaldi (1678 –1741)

Concerto per 2 flauti in do M. RV533

Concerto per Flautino RV 444 Allegro

Concerto per violino e orchestra”il Favorito” e’ RV 277

Georg Philipp Telemann (1681 - 1767)

Concerto in E minor - TWV 52 per traversiere, flauto diritto

 

Manuel Staropoli, Germana Busca, flauti

Maurizio Cadossi violino solista

Vittoria Panato, violino

Elena Saccomandi viola

Antonio Fantinuoli violoncello

Federico Bagnasco contrabbasso

Claudia Ferrero clavicembalo

Concertazione e direzione, Pietro Busca

 

Tra i compositori barocchi pochi presentano così tante analogie come Georg Philipp Telemann e Antonio Vivaldi. Nati a tre anni di distanza l’uno dall’altro (nel 1678 l’italiano e nel 1681 il tedesco), questi due protagonisti del panorama musicale settecentesco vissero infatti in due prospere città affacciate sul mare (Venezia e Amburgo). L’aspetto che li accomunò maggiormente fu la straordinaria maestria con cui si dedicarono al concerto per uno o più strumenti solisti, archi e basso continuo, un genere che contribuirono a definire e di cui rappresentano ancora oggi i maestri indiscussi. Ovviamente, il genio di ognuno li portò a declinare la classica struttura in tre movimenti del concerto secondo il proprio gusto e la propria sensibilità, l’uno illuminandola con lo splendente sole del Belpaese e la pompa orgogliosa della Serenissima e l’altro arricchendolo con i ritmi e le tradizioni dei diversi paesi dell’Europa centrale, ma entrambi dimostrarono di saper utilizzare nel modo migliore possibile le risorse di un gran numero di strumenti, spaziando dagli archi ai fiati, senza trascurare strumenti allora ancora poco utilizzati come lo chalumeau, antenato del moderno clarinetto.

 

 

Giovedì 24 marzo, ore 21

Museo Borgogna

“Per Musicam ad Divinum” sette pezzi pianistici ispirati ai Vangeli

di Federico Gozzelino

Silvia Belfiore, pianoforte, Alberto Raiteri, voce recitante

 

La scrittura post moderna di Federico Gozzelino per un concerto dedicato alla Pasqua: sette rappresentazioni musicali di episodi tratti dai Vangeli - narrati dalla voce di Alberto Raiteri - per tradurre in musica alcuni aspetti essenziali del Nuovo Testamento cercando di cogliere, artisticamente e nella logica della riduzione eidetica, l’essenza profonda dell’esistenza divina di Gesù Cristo.

 

 

Venerdì 8 aprile, ore 21 (Serie Blu)

Museo del Tesoro del Duomo

ANTIQUA Vercelli

La lezione corelliana: allievi e compositori contemporanei

I solisti dell’Accademia

 

G. Ph. Telemann (1681-1767)

Triosonata in Si Minore dalle “Corellisierende sonaten”

A. Corelli (1653 – 1713)

Ciaccona

Sonata n.10 op. 7

J. M. Leclair (1697 - 1764)

Deuxiéme Récréation op. 8

Chaccone

G. Ph. Telemann (1681-1767)

Triosonata in Re Minore TWV 42:D10

Antonio Vivaldi (1678 – 1741)

Sonata in mi min. op. 1 n. 2

A. Corelli

Follia op.5/12 (F. Geminiani)

 

Manuel Staropoli, flauti

Vittoria Panato, violino

Antonio Fantinuoli, violoncello

Claudia Ferrero, clavicembalo

 

Arcangelo Corelli rappresenta sotto molti aspetti un unicum nella storia della musica barocca. Tanto per iniziare, a differenza di molti altri autori suoi contemporanei che condussero una vita frenetica in diverse città europee, il compositore di Fusignano trascorse la maggior parte della sua carriera a Roma, dove poté elaborare con tutta tranquillità il suo raffinatissimo stile. In secondo luogo, Corelli non compose centinaia di opere a getto continuo come Vivaldi, Bach o Händel, ma solo sei raccolte di opere a stampa (e un ristrettissimo gruppo di lavori pervenutici in forma manoscritta), che cesellò instancabilmente per anni per conferire loro l’inarrivabile perfezione formale che viene riconosciuta ancora oggi. Per finire, il nome di Corelli non cadde immediatamente nell’oblio subito dopo la sua morte, avvenuta nel 1713 all’età di 60 anni, ma le sue opere vennero considerate un imprescindibile modello di stile in ogni parte d’Europa, anche grazie ai numerosi compositori come Francesco Geminiani che portarono il verbo corelliano nelle città più alla moda del Vecchio Continente. In particolare, in Inghilterra il concerto grosso di Corelli continuò a godere una inopinata fortuna fino alla fine del XVIII secolo, quando in tutta Europa si erano diffuse le più moderne opere di Haydn e Mozart. Il programma di questo concerto propone uno degli infiniti itinerari possibili in questo ambito repertoriale, abbinando alcune delle opere più famose di Corelli, come la Ciaccona della Sonata op. 2 n. 2 e la travolgente Follia, a una serie di brani particolarmente significativi dei moltissimi compositori che risentirono in maniera più o meno evidente della sua influenza. Ovviamente, trattandosi di autori dotati di una spiccata personalità, ognuno reinterpretò il modello corelliano secondo la propria cultura e la propria sensibilità, come si può facilmente notare ascoltando le due eleganti Sonates corellisantes di Georg Philipp Telemann, la coinvolgente verve della Chaconne di Jean-Marie Leclair, compositore francese che seppe far coesistere in maniera molto convincente lo stile del suo paese con gli elementi italiani appresi non solo da Corelli ma anche dal suo maestro Giovanni Battista Somis e da Pietro Antonio Locatelli, e il gradevolissimo concerto vivaldiano.

 

 

Sabato 16 aprile, ore 21 (Serie Blu)

Museo Borgogna

ANTIQUA Vercelli

Consort Music del XVII secolo

Accademia del Ricercare

 

M. Praetorius (1571-1621)

Da Terpsicore 1612

pass’e mezzo e galliarda

balletto

pavana di Spagna

branle de village

Johann Hermann Schein (1586 –1630)

Dal Banchetto Musicale Lipsia 1617

Suite n. 1 in Re minore

Suite n. 19 in fa maggiore

C. Farina (1600 – 1640)

Dal III libro – Dresda,1627

pavana seconda

gagliarde sesta/seconda/sesta

brandi a quattro

 

Vittoria Panato - violino

Massimo Sartori, Luca Taccardi - viola da gamba

Antonio Fantinuoli – violoncello

Germana Busca, Manuel Staropoli – flauti

Federico Vitalone, Luca Ventimiglia, Mattia Laurella, Roberto Terzolo – flauti e cornamuse

Claudia Ferrero – clavicembalo

Pietro Busca - direttore

 

A cavallo tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo ebbe inizio il lento cammino che – attraverso infinite sperimentazioni – avrebbe condotto alla definizione delle forme principali della musica strumentale, in seguito esaltate prima dai grandi autori del Barocco e poi dai compositori romantici. Oltre all’Italia – patria di Arcangelo Corelli, che con le sue sei raccolte di opere a stampa diede un contributo determinante alla codificazione del genere della sonata e del concerto grosso – la Germania svolse in questo ambito un ruolo di importanza decisiva. A questo contribuirono da un lato la complessa situazione politica dell’Europa centrale, che vedeva il territorio tedesco frammentato in un’infinità di staterelli spesso in accesa competizione tra loro, e dall’altro il desiderio dei principali signori dell’epoca di imporsi non solo nel campo delle armi, ma anche in quello della cultura. A questi fattori va aggiunta la particolarissima posizione geografica della Germania, che risentì sia delle influenze della scuola italiana sia delle suggestioni dello stile francese, senza dimenticare i numerosi compositori inglesi – tra i quali si distinsero Thomas Simpson e William Brade – che introdussero nelle città anseatiche lo splendido repertorio dell’Inghilterra elisabettiana. Per esplorare questo complesso e variegato repertorio il programma del concerto di questa sera abbina il celebre nome di Michael Praetorius (1571-1621) alle figure tuttora poco conosciute di Johann Hermann Schein (1586-1630) e di Carlo Farina (ca 1600-1640), violinista mantovano che prestò servizio per alcuni anni presso la corte di Dresda di Johann Georg I di Sassonia e rivestì un ruolo di primaria importanza nell’evoluzione del repertorio strumentale nella prima metà del XVII secolo.

 

 

Mercoledì 20 aprile, ore 21 (Serie Oro)

Museo Borgogna

“SUONI CONVERGENTI”

Antonio Caggiano, percussioni

Sergio Sorrentino, chitarra

 

Giorgio Battistelli (1953) Il libro celibe per 1 performer

John Cage (1912-1992) Dream per chitarra elettrica , vibrafono e glockenspiel

Steve Reich (1936) Piano Phase per chitarra elettrica e vibrafono

Bruno Maderna (1920-1973) Serenata per un Satellite per chitarra elettrica e percussioni

Alvin Curran (1938) Convergent Sounds per chitarra elettrica e vibrafono

Brano dedicato al Duo Caggiano-Sorrentino – prima esecuzione assoluta

Morton Feldman (1926-1987) The Possibility of a New Work for Electric Guitar per chitarra elettrica

Nick Didkovsky (1958) I Kick my Hand per chitarra elettrica

Philip Glass (1937) Music in Similar Motion per chitarra elettrica e vibrafono

 

Ritmi coinvolgenti, sonorità affascinanti, esperimenti musicali inediti. Tutto questo costituisce il Concerto di percussioni e chitarra elettrica del Duo Caggiano-Sorrentino. Il più grande percussionista italiano (tra le altre cose fondatore del Corso di Percussioni all’Accademia Chigiana di Siena) e il chitarrista italiano più importante per la Nuova Musica uniscono il loro talento e la loro creatività in un concerto inedito ed imperdibile. Caggiano e Sorrentino danno vita a nuove versioni di capolavori di Cage, Maderna, Glass, Reich e propongono brani originali di Battistelli, Didkovsky, Feldman. Il climax del concerto è rappresentato dalla prima esecuzione assoluta di un brano originale di Alvin Curran per chitarra elettrica e percussioni. Il grande compositore statunitense ha dedicato il brano espressamente al Duo Caggiano-Sorrentino. Il pubblico verrà avvolto da una continua onda di suoni e combinazioni ritmiche e timbriche, dove i suoni del vibrafono e del glockenspiel si fondono con quelli delle percussioni indeterminate, con i molteplici suoni della chitarra elettrica (“pulita” e distorta) e con quelli di un libro magico molto speciale...

 

 

Jazz Day UNESCO 2016 Vercelli

 

L’UNESCO, su invito dello storico pianista Herbie Hancock, istituisce in tutto il mondo la ‘Giornata del Jazz’ il 30 aprile, invitando i musicisti e istituzioni a organizzare concerti, eventi, manifestazioni tra la metà di aprile e l’inizio di maggio, allo scopo di promuovere la cultura jazzistica, quale messaggio di pace, fratellanza, collaborazione, nel segno della ricerca e della qualità artistiche. Anche Vercelli quest’anno sarà la sede del JAZZ DAY UNESCO con una serie di iniziative che culmineranno con il recital del grande pianista Enrico Pieranunzi, grazie a ben 12 appuntamenti in sintonia con le maggiori istituzioni locali e con tre capoluoghi piemontesi (Torino, Novara, Alessandria). Conferenze, dibattiti, mostre, reading poetici, tavole rotonde, proiezione di film, programmi web-TV, siti letterari, ascolti discografici sono l’esito multidisciplinare di un calendario fittissimo, all’insegna del jazz puro e nello spirito inventivo del compianto Joseph Robbone, il solo a portare in città maestri della storia del jazz da Chet Baker a Sam Rivers, a Randy Weston a Noah Howard, da Franco Cerri agli Art Studio, insignendo persino con il Viotti d’Oro due miti jazz come Dizzy Gillespie e Gerry Mulligan.

 

 

Giovedì 28 aprile, ore 21

Ridotto del Teatro Civico

“FA RIMA CON JAZZ”

Recital di poesia con Gianni Marchetti e Francesca Tini Brunozzi

Special guest Carlott-ta (voce, pianoforte) e Christopher Ghidoni (chitarra)

 

 

Venerdì 29 aprile, ore 21 (Serie Oro)

Museo Borgogna

International Jazz Day Unesco

Enrico Pieranunzi Piano Solo

Gershwin, Pieranunzi, Scarlatti

 

Il blues, Scarlatti, una canzone di Gershwin, un proprio brano che racconta una storia tutta sua. Il piano solo di Pieranunzi sfida luoghi comuni e leggi della geometria facendo di jazz e classica due rette parallele che si incontrano. È accaduto già prestissimo nella sua vita musicale, quando i suoni di Parker, Django, Konitz e Chet Baker vivevano accanto a quelli di Bach e Chopin. Accade ancora oggi, sempre di più, nel suo libero, personalissimo pianismo.

 

 

Venerdì 13 maggio, ore 21 (Serie Blu)

Museo Borgogna

ANTIQUA Vercelli

“Le Follie Barocche”

I solisti dell’Accademia del Ricercare

 

Andrea Falconiero (1585 - 1656): Folias

Arcangelo Corelli (1653 – 1713): Concerto n. 2 in Fa Maggiore

Follia op.V n.12

Antonio Vivaldi (1678 – 1741): Sonata in mi min. op. 1 n. 2

Johan Ch. Schickardt (1680 ca. – 1762): La folia op. 6 n. 6

Antonio Vivaldi: Sonata in si minore op. V n. 16

Arcangelo Corelli: Sonata in Fa Maggiore op. V n. 4

Antonio Vivaldi: Follia op.1 n. 12

 

Lorenzo Cavasanti, Manuel Staropoli – flauti

Antonio Fantinuoli – violoncello

Claudia Ferrero – clavicembalo

 

Il programma presentato dall’ “Accademia del Ricercare” propone musiche del Barocco Italiano e Tedesco tra il 1600 ed il 1700. Il filo conduttore dell’intero concerto è il popolare tema della Follia di Spagna, un basso ostinato di origine spagnola su cui molti famosi compositori si sono cimentati componendo molteplici variazioni. Verranno presentate le “Follie” di Andrea Falconiero, Antonio Vivaldi. Le altre sonate o concerti del programma appartengono a Corelli e allo stesso Vivaldi, e presentano movimenti di particolare caratterizzazione, che ben si adattano all’espressività e alla varietà delle follie.Tali opere rientrano inoltre in quella particolare prassi, tipica dell’epoca barocca, detta anche “arte della trascrizione”, e cioè nel riadattare partiture per organici diversi nella tessitura idonea degli strumenti a fiato.

 

 

Venerdì 20 maggio, ore 21 (Serie Oro)

Museo Borgogna

Canti popolari del Piemonte e del Canavese

Laura Conti voce

Maurizio Verna chitarra classica 10 corde

Roberto Bongianino fisarmonica

 

Laura Conti, e Maurizio Verna, lavorano insieme dal 1990, un sodalizio artistico che oggi si concretizza con la proposizione di una rilettura originale di materiali della cultura popolare piemontese. Voce e chitarra come sintesi ma anche come stimolo creativo per reinventare la tradizione che, grazie alla fisarmonica di Roberto Bongianino, rivive con rinnovata poeticità. Amerigo Vigliermo, in trent’anni di ricerche condotte insieme al Centro Etnologico Canavesano, ha raccolto un vasto repertorio di canti e musiche della terra canavesana, regione situata nella parte settentrionale del Piemonte, ai confini con la Valle d’Aosta. Da qui è nata l’idea di recuperare questa straordinaria ricchezza, naturalmente filtrata attraverso la sensibilità musicale di interpreti moderni. Ne scaturisce un vario e vivace repertorio di danze regionali – monferrine, valzer, mazurche – che si alternano a struggenti, antiche ballate. Laura Conti, cantante ed attrice, oggi una delle voci più intense e colte del panorama italiano, interprete prediletta da Paolo Conte, ha collaborato con artisti quali Giorgio Gaslini e Giorgio Albertazzi. Ha partecipato ad alcuni tra i più prestigiosi festival musicali e teatrali in Italia ed all’estero tra i quali Taormina Arte, Umbria Jazz, Parma Jazz, Sanremo Blues, Bruxelles Jazz Festival, Festival de Confolens (F), Fira Mediterrània (E), Benevento Città Spettacolo. Partendo dal jazz ha compiuto un lungo viaggio artistico che l’ha riportata a scoprire il prezioso repertorio di canti tradizionali della propria terra d’origine, il Piemonte. E’ oggi una delle più acclamate interpreti italiane di musica tradizionale. Accompagnata da Maurizio Verna, sensibile arrangiatore e virtuoso della chitarra classica 10 corde, si è esibita in Spagna, Svizzera, Germania, Francia. Nel 2003 vince il premio Costantino Nigra per la ricerca antropologica.

 

 

Venerdì 27 maggio, ore 21 (Serie Blu)

Museo Borgogna

VIOTTI PIANO CONCERT SERIES:

ALEXANDER BERNSTEIN, pianoforte

 

Beethoven, Liszt

 

Alexander Bernstein, nato a San Francisco, comincia lo studio del pianoforte alla giovane età di sette anni. Trasferitosi sulla costa est degli Stati Uniti per studiare ad Harvard, frequenta i corsi di pianoforte di Patricia Zander e Stephen Drury al New England Conservatory. Si laurea nel maggio 2010 alla Harvard University e nel 2012 conclude il suo corso di studi alla Royal Irish Academy of Music di Dublino sotto la guida di John O’Connor. Dopo aver debuttato nel 1999, Alexander ha eseguito concerti con diverse orchestre negli Stati Uniti e in Irlanda (Orchestra Sinfonica Nazionale RTE e Wexford Festival Opera Orchestra). Ha tenuto recital solistici negli Stati Uniti, Canada, Irlanda, Regno Unito, Germania, e Italia. È un devoto appassionato di nuova musica, studiando le opere di Berio, Ligeti, Ives, e Cage, tra molti altri. Ha partecipato a numerose competizioni, aggiudicandosi il 2 ° Premio al Concorso Internazionale di Dublino nel 2015. Nell’ottobre 2015 ha raggiunto la finale del 66esimo Concorso Viotti di Pianoforte, aggiudicandosi il terzo premio.

 

 

Giovedì 9 giugno, ore 21 (Serie Oro)

Museo Borgogna

NOTE DI CELLULOIDE

Adriano Bassi, pianoforte

 

B.Marcello. Adagio in Sol minore

S.Cipriani: Anonimo Veneziano

N.Rota: Il Padrino

H.Hupfeld: Casablanca

N. Rota. Il Gattopardo

N.Rota: 8 ½

M. Steiner: Via col vento

H. Mancini: Moon river

E. Morricone: America

B. Bacharach: Alfie

B.Bacharach: The Look of love ( Casino Royale)

G.F. Haendel: Sarabande (Barry Lyndon)

J.Kosma: Les feuilles mortes

C. Trenet: Que reste-t-il de nos amours

J. Williams: Schindler’s list

 

Una conferenza-concerto che analizza la nascita e lo sviluppo della colonna sonora, partendo dalle origini (accompagnamento al piano per coprire il rumore della macchina da proiezione), e affrontando il rapporto complesso, a volte conflittuale, fra Regista e Musicista.

 

 

Giovedì 16 giugno, ore 21 (Serie Blu)

Museo Borgogna

VIOTTI PIANO CONCERT SERIES:

FILIPPO GORINI

 

R. Schumann

Geistervariationen

L. van Beethoven

Sonata op.111

R. Schumann

Gesänge der Frühe

J. Brahms

Fantasie op.116

 

Vincitore del concorso Telekom-Beethoven di Bonn nel dicembre 2015, dove ha inoltre ricevuto il premio del pubblico sia in semifinale che in finale, Filippo Gorini, a soli vent’anni è uno dei più interessanti talenti della sua generazione. Si è esibito in sale prestigiose quali la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, la Royal Academy of Music di Londra, la Sala Beethoven di Bonn, Beethovenhaus a Bonn, le Sale Apollinee del Teatro “La Fenice” di Venezia e molte altre. Ha ottenuto la laurea triennale in pianoforte con lode presso il Conservatorio Donizetti di Bergamo, dove continua a studiare con Maria Grazia Bellocchio. Ha frequentato masterclass di illustri maestri quali A. Jasinski, P. Gililov, A. Gavrilov, A. Lonquich, L. Lortie, B. Lupo, P. Donohoe. Ha inoltre ricevuto una borsa di studio per partecipare regolarmente ai corsi di perfezionamento della International Music Academy del Lichtenstein. È stato lodato da Andrei Gavrilov come “un musicista con una combinazione di qualità artistiche rare: intelletto, temperamento, ottima memoria, immaginazione vivida e grande controllo.” È molto apprezzato il suo repertorio che si estende dal periodo barocco ad autori contemporanei come Stockhausen, Boulez, Ades e molti altri. Tra gli altri premi vinti, il primo premio al Concorso Neuhaus del Conservatorio di Mosca, e il terzo premio e premio del pubblico al concorso di Lagny-sur-Marne, oltre a numerosi primi premi in concorsi nazionali italiani. Nell’ottobre 2015 si è classificato fra i sei semifinalisti al Concorso Viotti di Pianoforte.

 

 

Giovedì 7 luglio, ore 21 (Serie Oro)

Museo Borgogna

Su cantu in sas laras: Il canto sulle labbra

Poesie, canti d’amore, danze e preghiere della Sardegna

Sergio Ladu, Julie Calbete

Paola Erdas, Stefano Cirino

 

Poesie, canti d’amore, danze e preghiere della Sardegna. I ritmi caldi del tamburo sardo, della chitarra, fiati e fisarmonica e le voci del cantante e direttore artistico del progetto: Sergio Ladu insieme a Paola Erdas, Julie Calbete, Stefano Cirino. I sardi hanno preservato dall’oblio testi ed intonazioni provenienti dal mondo arcaico e dal loro vissuto ancestrale. Parole e armonie hanno nei secoli accompagnato le lunghe ore di lavoro in casa e nei campi e sottolineato i momenti di festa così come quelli di lutto. Si sono sempre accompagnati con il canto alleviando il loro proverbiale senso del tragico, consolandosi nel loro fatalismo, mitigando le difficoltà di una terra, un’isola magica, antica, benigna e crudele allo stesso tempo: la Sardegna. Un continente di bellezze struggenti e linguisticamente dalle molteplici varianti, progenie di un’autentica lingua neo-latina, con una cultura e un patrimonio di ricchezza unici nel Mediterraneo, dai forti contrasti.

 

 

Mercoledì 19 ottobre, ore 21 (Serie Blu)

Museo Borgogna

WINTERREISE

Furio Zanasi, basso

Massimo Viazzo, pianoforte

 

Schubert: Winterreise

 

Furio Zanasi ha iniziato la sua attività dedicandosi alla musica antica con un repertorio che va dal madrigale alla Cantata e all’Oratorio fino all’Opera Barocca, collaborando con importanti festival internazionali in Italia e all’estero, con direttori quali René Jacobs, Alan Curtis, Ivor Bolton, Reinhard Goebel, Philippe Herrewege. Ha cantato al Teatro alla Scala, ai teatri dell’Opera di Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Basilea e Lione, alla Dresdner Staatsoper, al Liceu di Barcellona, alla Zarzuela di Madrid, alla Festspielhaus di Baden-Baden, a Bordeaux e Bruxelles. Nelle ultime stagioni è stato protagonista dell’Orfeo di Monteverdi, in tournée eureopea e all’Opera di Oslo con Rinaldo Alessandrini e nuovamente con Jordi Savall e con Alessandro De Marchi. Tra gli impegni più recenti figura il ruolo di Ulisse nel Ritorno d’Ulisse in patria alla Vlaamse Opera di Anversa con Federico Maria Sardelli, a Milano al Teatro alla Scala con Rinaldo Alessandrini e Robert Wilson, all’Opera di Oslo con Alessandro De Marchi. Ha registrato per le principali emittenti radiofoniche europee e ha inciso più di 60 dischi per diverse etichette discografiche.

Venerdì 21 ottobre, ore 18.45 (Serie Blu)

Museo Borgogna

MIZUKA KANO

 

Schumann: Papillons Op. 2

Beethoven: Sonata E major Op. 109

Schubert/Liszt: Ständchen von Shakespeare

Schubert/Liszt: Du bist die Ruh

Schubert: Impromptu B flat major Op. 142 No. 3

Schumann/Liszt: Widmung 

 

Nata a Tokyo, Mizuka Kano ha iniziato lo studio del pianoforte con la madre all’età di quattro anni, proseguendo gli studi alla Toho Gakuen School of Music di Tokyo, dove i suoi insegnanti erano Hidemitsu Hayashi, Mikako Abe e Mikhail Voskresensky. Dall’ottobre 2003 è stata allieva di Klaus Hellwig presso l’Università delle Arti di Berlino, dove ha conseguito il diploma nel 2007. Ha anche studiato presso l’Accademia di Salisburgo con Sergio Perticaroli, all’Accademia Chigiana con Joaquin Achucarro, e nelle masterclass di Jerome Rose, Piotr Paleczny, Vladimir Viardo e Eliso Virsaladze. Inoltre, è stata aiutata e ispirata da Dan Tai Son, Bruno Canino e Pierre Amoyal, Hartmut Rohde, Wolfgang Böttcher, così come i membri del Beaux Arts Trio, Menahem Pressler e Bernhard Greenhouse. Oltre la sua attività come solista, Mizuka Kano ha sempre avuto un vero e proprio interesse per la musica da camera, e ha suonato in molti gruppi diversi. Mizuka kano ha vinto il primo premio assoluto al Concorso Viotti di Pianoforte nel 2005.

 

 

Domenica 13 novembre, ore 21

Teatro Civico di Vercelli

PAOLO FRESU & URI CAINE

 

L’incontro tra questi due musicisti è una delle cose più interessanti successe nel mondo del jazz degli ultimi anni; la tromba lirica e sognante di Fresu, il suo timbro malinconico e onirico si sposa eccellentemente con il pianismo di Uri Caine, fatto di mille citazioni, dalla canzone americana, al blues, dal jazz più mainstream all’avanguardia fino alla musica classica, genere che Caine ha riveduto e corretto secondo i suoi parametri personali in molti progetti solistici pubblicati nelgi ultimi 10 anni. Tra i brani usualmente presentati, oltre a standard come “Darn that dream” e “Doxy”, troviamo delle vere e proprie perle come “Lascia ch’io pianga” di Haendel in una versione da brivido ed il fantastico medley che unisce un classico della canzone italiana come “Non ti scordar di me” con “Centochiodi”, brano scritto da Fresu per la colonna sonora del bellissimo omonimo film di Ermanno Olmi.

 

 

Sabato 26 novembre, ore 21 (Serie Blu)

Museo Borgogna

RACH 3

 

Marlena Maciejkowicz, pianoforte

Quartetto Effe

Anna Nenasheva, violino

Elena Casottana, violino

Anna Rita Crescente, viola

Luisa Franchin, violoncello

Fortunato D’Ascola, contrabbasso

 

S. Rachmaninov: Concerto N. 3 in re minore Op. 30 nella trascrizione per pianoforte e quintetto d’archi

   

Dicembre 2017

   

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