BOWEN GUAN
Bowen Guan si è formato presso il Conservatorio di Shenyang (2013-2017) per poi perfezionarsi in Italia al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano (2018-2021) e completare la sua formazione con un dottorato in Canto lirico presso l’Università musicale Fryderyk Chopin in Polonia (2022-2025).
Le sue esperienze professionali includono l’Accademia verdiana di Parma (2023) e diverse interpretazioni in festival e produzioni liriche: ha vestito i panni di Marcello ne La bohème al Festival di Sarzana e di Germont ne La traviata con I Musici di Parma. Ha inoltre preso parte a opera studio, dove ha interpretato ruoli di rilievo come il Conte d’Almaviva ne Le nozze di Figaro, Macbeth, Silvio in Pagliacci, Alfio in Cavalleria rusticana e il protagonista in Rigoletto.
Tra i riconoscimenti ottenuti, il terzo premio al Concorso internazionale di canto lirico “Città di Belluno” (2024), la partecipazione alla finale del 13° Concorso lirico “Salvatore Licitra” (2023) e del 40° Concorso internazionale Valsesia Musica (2024), e l’accesso alla fase finale dell’Hans Gabor Belvedere (2025).
PROGRAMMA
Prima Prova
Gaetano Donizetti — Lucia di Lammermoor — “Cruda, funesta smania”
Charles Gounod — Faust — “Avant de quitter ces lieux”
Semifinale
Giuseppe Verdi — Don Carlo — “Morte di Rodrigo”
Federico Moreno Torroba — Maravilla — “Amor, vida de mi vida”
Finale con orchestra
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Il programma si apre con due arie di grande impatto. La prima prova è strutturata su arie del periodo romantico francese e italiano, richiedendo un’interpretazione sia del dramma donizettiano sia dell’eleganza francese. Il duca Enrico Ashton, nella sua aria “Cruda, funesta smania,” esprime la sua rabbia e frustrazione per il rifiuto della sorella Lucia di sposare un uomo che risolleverebbe le sorti economiche della famiglia. Segue Valentin, un soldato che si appresta a partire per la guerra, che in “Avant de quitter ces lieux” esprime tutto il suo amore per la sorella Marguerite e l’angoscia per la sua partenza, affidandola alla protezione divina. La semifinale si concentra su due ruoli complessi: il primo è l’ultima, toccante, aria del marchese di Posa dal Don Carlo di Verdi, che muore per salvare il suo amico e re. L’ultimo brano, un omaggio al repertorio spagnolo, presenta Romualdo, un medico idealista, che in “Amor, vida de mi vida” canta della sua felicità e speranza nell’amore appena ritrovato, dopo aver superato la malattia che lo aveva colpito.