RONGNA SU
Il mezzosoprano Rongna Su, originaria della Mongolia interna, ha debuttato a soli 22 anni all’Opera di Shanghai nel ruolo di Dorabella in Così fan tutte. Ha conseguito un master in opera presso la Hochschule für Musik Franz Liszt di Weimar, interpretando ruoli come Charlotte, Cherubino e Annio. Si è poi perfezionata con un secondo master in Lied e Oratorio all’Università di Musica e Arti dello Spettacolo di Vienna, dove studia con la Prof.ssa Claudia Visca. Ha partecipato a masterclass con Thomas Hampson, Christa Ludwig e Robert Holl. Nel 2025 ha interpretato il ruolo del Tamburino in Il Kaiser di Atlantide e della Strega in Hänsel e Gretel a Vienna. Tra i suoi numerosi riconoscimenti figurano il 1° premio all’International Lav Mirski e Bruna Spiler Singing Competition (2023), all’International Josef Simandy e Tiroler Klassik Singer Award (2024), e al Franz Schubert International Singing Competition (2025). Nel 2023 ha vinto il 2° premio all’International Franz Schubert Singing Competition.
PROGRAMMA
Prima Prova
Charles Gounod – Sapho – “O ma lyre immortelle”
Pietro Mascagni – Cavalleria rusticana – “Voi lo sapete, o mamma”
Semifinale
Richard Wagner – Götterdämmerung – “Höre mit Sinn”
Francesco Cilea – Adriana Lecouvreur – “Acerba voluttà, dolce tortura”
Finale con orchestra
Pietro Mascagni – Cavalleria rusticana – “Voi lo sapete, o mamma”
Gaetano Donizetti – La favorita – “Fia dunque vero?… O mio Fernando”
La prima prova di Rongna Su unisce il romanticismo francese e il verismo italiano. Nell’aria “O ma lyre immortelle”, Gounod affida a Saffo, poetessa greca, il compito di esprimere il tormento del suo amore non corrisposto per Faone, culminando nel tragico addio alla vita. Segue Santuzza che, in “Voi lo sapete o mamma”, svela alla madre di Turiddu la sua dolorosa vicenda, segnata dal tradimento e dalla gelosia. La semifinale si articola tra il tardo-romanticismo di Wagner e il verismo di Cilea. “Höre mit Sinn” è l’appello disperato di Waltraute, che nel primo atto del Götterdämmerung si rivolge a sua sorella Brünnhilde, pregandola di restituire l’anello del Nibelungo alle figlie del Reno per spezzare la maledizione che incombe sugli dei. L’ultimo brano, un’immersione nel pathos di Adriana Lecouvreur, vede la Principessa di Bouillon esprimere in “Acerba voluttà” la sua bruciante gelosia per il legame tra Maurizio e Adriana.