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BARBARA BARANDUN

 

Barbara Barandun è una giovane soprano svizzera che si è formata nella classe di canto di Juliette Galstian al Conservatorio di Ginevra, dove si è diplomata con lode nel 2024. Tra i suoi riconoscimenti figurano il primo premio al Concorso Internazionale Jean Sibelius (2022), la finale al Concorso Internazionale di Canto Lirico Giulio Neri (2023) e la finale al Concorso Internazionale Bell’Arte (2024). Ha cantato come solista in diversi oratori e ha interpretato il ruolo di Vincenette nell’opera Mireille di Gounod. Ha lavorato con diverse orchestre in Svizzera e Spagna e ha seguito corsi di musicologia all’Università di Ginevra, che le hanno permesso di condurre serate informative sulle produzioni del Grand Théâtre de Genève.

PROGRAMMA

 

Prima Prova

Wolfgang Amadeus Mozart — Le nozze di Figaro — “Deh, vieni, non tardar”

Antonín Dvořák — Rusalka — “Měsíčku na nebi hlubokém”

Semifinale

Georg Friedrich Händel — Giulio Cesare — “Se pietà di me non senti”

Francesco Cilea — Adriana Lecouvreur — “Io son l’umile ancella”

Jules Massenet — Hérodiade — “Il est doux, il est bon”

Finale con orchestra

* * *

La prima prova si apre con l’aria di Susanna da Le nozze di Figaro, un momento di grande lirismo e abbandono in cui la protagonista riflette sull’amore. Segue l’aria di Rusalka dall’omonima opera di Dvořák, un canto di intensa malinconia e disperazione dove la ninfa invoca la luna affinché porti il suo messaggio d’amore al principe. La semifinale propone arie di grande spessore drammatico: “Se pietà di me non senti” di Cleopatra da Giulio Cesare, un’aria di grande pathos in cui la regina si rivolge a Cesare per invocare pietà, “Io son l’umile ancella” di Adriana da Adriana Lecouvreur, in cui la protagonista si presenta al pubblico e dichiara la sua umiltà e devozione all’arte, e l’aria di Salomé da Hérodiade, “Il est doux, il est bon”, un’espressione lirica e commovente della sua ingenuità e della sua passione per Giovanni Battista.